Stop plastica monouso, benvenuta innovazione aziendale!

Stop plastica monouso: l'incentivo per guardare a nuovi processi sostenibili ed all'innovazione aziendale! Distinguersi può essere la strada per il successo.

Siamo vicini ad una piccola ma grande svolta? Staremo a vedere, ma sicuramente stiamo andando verso la giusta direzione.

Siamo sempre stati attenti ai temi riguardanti la sostenibilità perché, in un certo senso, crediamo fortemente che cambiare la direzione aziendale verso un processo sostenibile comporti obbligatoriamente un’innovazione aziendale!

Distinguersi dalla massa, ingegnandosi nella ricerca e progettazione di processi e prodotti sostenibili, può essere la vera strada verso il successo aziendale!

Gesti e iniziative sostenibili stanno diventando un patrimonio comune.

E’ quindi importante che una strategia di marketing comprenda questi aspetti, a maggior ragione se ci rivolgiamo ad un pubblico come la Generazione Z oppure i Millennial che premiano sostenibilità e personalizzazione.

Da quando non sarà più possibile acquistare plastica monouso in Italia?

La data è venerdì 14 gennaio 2022. Da qui in poi in Italia c’è stato uno stop plastica monouso.

Quale è la plastica monouso che viene vietata?

La plastica monouso oggetto dello stop è quella non biodegradabile e non compostabile e tutta l’attrezzatura di plastica riguardante la pesca.
In sostanza parliamo di: Piatti e bicchieri di plastica, cotton fioc, cannucce, contenitori e bicchieri per alimenti e bevande in polistirene espanso.

Se di primo impatto per le aziende potrebbe sembrare un limite ed un vincolo allo svolgimento della propria attività imprenditoriale, l’obiettivo del decreto è sostanzialmente molto ampio.

Si vuole spingere il paese, e con esso le aziende che contribuiscono alla generazione di reddito, verso un’economia circolare. I modelli imprenditoriali, i processi, i prodotti e le materie prime devono puntare all’innovazione ed alla sostenibilità.

Dallo stop plastica monouso alle grandi innovazioni aziendali sostenibili: la pellicola commestibile

Abbiamo detto già altre volte che molto spesso per i prodotti di largo consumo viene utilizzato un over packaging smisurato in plastica e per niente indispensabile (leggi il nostro post su Instagram).

Il confezionamento dei prodotti ha sempre ricoperto un ruolo fondamentale nell’ambito del marketing: nel secolo scorso, lo studio e la progettazione del packaging avevano come unico obiettivo quello di “attrarre l’attenzione” del consumatore.

Oggi lo scopo principale dovrebbe essere diverso, ovvero: salvaguardare l’ambiente.

Per compiere un passo in avanti verso la sostenibilità è fondamentale saper riconoscere e scegliere un packaging sostenibile, o quando possibile evitarlo.

Un imballaggio si definisce eco-friendly quando è:

✅ riciclabile o già riciclato
✅ compostabile
✅ certificato

Ci sono molte aziende che stanno già percorrendo questa strada investendo in ricerca e sviluppo di materiali alternativi sostenibili.

Lidl Svizzera ed Empa, insieme per realizzare una pellicola ecologica: il caso

I ricercatori dell’Empa insieme a Lidl Svizzera, hanno sviluppato un prodotto in cellulosa per proteggere frutta e verdura. Questa innovativa pellicola ecologica è costituita da sansa, ovvero da bucce pressate di frutta e verdura. 

Se da un lato il packaging in plastica protegge frutta e verdura dal deterioramento, dall’altro le grandi quantità di plastica contribuiscono in modo notevole alla produzione di rifiuti non ecologici.

Da qui lo studio per una copertura protettiva adatta a frutta e verdura basata su materie prime rinnovabili. 

Frutta e verdura ricoperte da questo film restano fresche molto più a lungo. I test eseguiti sulle banane mostrano che la durata di conservazione delle banane aumenta di oltre una settimana. Questo riduce significativamente lo spreco di cibo. Fonte: Empa

banane senza pellicola
Livello di maturazione SENZA copertura
banane pellicola ecologica
Livello di maturazione con pellicola

Essendo una pellicola commestibile, si può mangiare senza problemi, riducendo a zero gli scarti. Il rivestimento in cellulosa può essere riutilizzato e consumato aggiungendo additivi come vitamine o antiossidanti, ecc.

Se il packaging in plastica rappresenta solo l’1% dell’impatto ambientale della produzione e del trasporto, l’effetto positivo sull’ambiente di un minor spreco alimentare è quasi 5 volte superiore all’effetto negativo dell’imballaggio.

I rifiuti in plastica sono un problema serio per l’ambiente. I rivenditori sono in continua ricerca di modi per evitare gli imballaggi in plastica per gli alimenti.

L’obiettivo che ci auguriamo è che in futuro tali rivestimenti naturali possano sostituire nella totalità gli imballaggi a base di petrolio.

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