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Riciclo e riutilizzo, economia circolare nella moda vintage

L'interesse e il business nell'economia circolare nella moda cresce sempre di più grazie all'attenzione amplificata sulla tutela dell’ambiente e del consumatore.

La sostenibilità è un argomento di grande attualità, che coinvolge tutti i settori. L’interesse nell’economia circolare nella moda, detta anche moda green, sta crescendo sempre di più grazie all’attenzione amplificata sulla tutela dell’ambiente e del consumatore.

Nel 2018 il business della moda di seconda mano ha raggiunto 24 miliardi di dollari negli Stati Uniti, avvicinandosi come numeri sempre di più a quello del fast fashion. Un trend in costante crescita, si stima infatti che nel 2028 la moda di seconda mano sarà la scelta principale.

L’industria della moda incide fortemente sull’economia mondiale e sull’ambiente naturale, per questo motivo le aziende del settore devono comprendere le opportunità offerte dall’economia circolare.

Il Vintage è Economia Circolare

A volte il significato reale di una parola, nel senso puramente etimologico, non è propriamente vicino a ciò che intendiamo dire con il suo uso comune.

Vintage è una di quelle.

Bisogna risalire al fatto che la parola derivi dal latino vindēmia, quindi per l’antico francese vendenge fino ad arrivare all’odierno inglese Vintage.

Capirete ora che l’origine latina fa intendere che parliamo di vendemmia ossia di vino! Il termine, quindi, era solito indicare una grande vendemmia che aveva generato vini di pregio e che, una volta lasciata la cantina, avevano pienezza di un valore assolutamente indiscutibile.

Da qui l’assonanza di significato tra vintage e valore. Vintage, oltre ad essere una caratteristica, è un attributo di qualità e di valore per un oggetto prodotto almeno 20 anni prima dall’anno in corso.

Vintage= Valore che un prodotto datato ha acquisito nel tempo.

Abbigliamento, automobili, oggetti di arredo, di design, per l’estetica, per il lavoro e il tempo libero sono definiti vintage se collocati nell’ambiziosa posizione di essere quasi “senza tempo”, immuni dalla fugacità, divenendo essi stessi una tendenza stabile.

Il Vintage genera economia circolare

In quest’ottica entrano in gioco l’economia circolare nella moda vintage e la reale sostenibilità quando si acquistano uno di questi oggetti intramontabili tornati a nuova vita.

Riciclo e riutilizzo diventano le parole d’ordine che accompagnano la logica della grande domanda odierna di vintage. Nulla si spreca ma tutto diventa nuovamente appetibile se tirato a lucido, sia che provenga da un vecchio baule della nonna o dal mercatino dell’usato.

Un tempo la logica era decisamente diversa nel modo di consumare i propri acquisti. I prodotti erano realizzati per durare più a lungo possibile, subendo anche trasformazioni nel loro ciclo di vita, pensiamo ai semplici orli scuciti e ricuciti per adattarli al cambiamento del corpo o all’utilizzo ereditario (figlio, fratello o nipote).

Capi di abbigliamento che hanno resistito “fisicamente” al tempo oppure reperti tecnologici, come i vecchi telefoni o le vecchie radio, in alcuni casi ancora funzionanti che hanno superato brillantemente l’incedere del tempo.

Il primo effetto green del Vintage è anzitutto l’atteggiamento positivo che invita a non gettare via i prodotti che abbiano apparentemente terminato il loro ciclo di vita. Il riuso nel vintage avviene attraverso la valorizzazione dei pregi degli oggetti prodotti da alcuni anni, che con il temp addirittura aumentano, oppure cambiando la loro destinazione d’uso, ridonandogli nuova linfa vitale.

Pensiamo ad un vecchio frigorifero che diventa una moderna libreria di design, un telefono rotto che diventa una lampada, realizzata semplicemente assemblandone pezzi diversi, o, infine, complementi d’arredo che si trasformano in contenitori, vasi o altro.

Riutilizzo è alla base di questa forma di economia circolare e, come dice una nota tesi, il vero valore di un oggetto traspare prepotentemente quando termina il compito per cui era stato inizialmente concepito.

Economia circolare nella moda vintage e aziende virtuose

L’argomento ha stuzzicato la fantasia di molti perché il vintage appartiene a tutti: Ai 40/50enni che ricordano con nostalgica emozione certi must dell’epoca, e magari li ha custoditi gelosamente, ma anche ai giovani che li hanno ereditati dai nonni e li hanno rivalutati rendendoli immortali.

Molti oggi cercano di farne un business. Noi di Webnovo approviamo e sosteniamo totalmente poiché, essendo motore di un’economia circolare che soddisfa molti requisiti “ecogreen”, sposa in pieno i nostri principi.

Sono sorte molte startup che da una semplice passione hanno realizzato una vera e propria attività commerciale.

È il caso di Silvia Zacchello che realizza dei veri e propri capolavori fatti a mano ridando vita ad oggetti altrimenti, come dice lei, “relegati in un fastidioso ed immeritato anonimato“.

Sono per lo più sedute ma anche oggetti e complementi di arredo come vecchi telefoni, vasi, contenitori in plastica, tazze e scatole che, opportunamente riverniciate e personalizzate secondo i gusti e le richieste, tornano ad essere dei veri e propri gioielli. (shop.silviazacchello.com)

Molto interessante è l’approccio di Rifò un vero e proprio modo di pensare e rinnovare l’approccio alla vendita dell’abbigliamento.

Non si occupa solo di recuperare il vecchio maglione per reindossarlo e valorizzarlo ma concentra l’attenzione al riciclo dei tessuti e della materia prima in modo oculato ed intelligente.

La tematica della sovrapproduzione è un altro core dell’idea sostenibile di Rifò.

Produrre troppo rispetto alla domanda genera stock difficilmente smaltibili quindi, quando possibile, motivare una fabbricazione on demand limitando scorte e spreco. (rifo-lab.com)

Sempre nell’abbigliamento Il Vestito Verde nasce come community social con l’obiettivo tra i membri di scambiarsi informazioni e consigli per un consumo consapevole. Oggi si è trasformato in un sito web contenitore di brand che promuovono prodotti sostenibili ed etici. (ilvestitoverde.com)

Sulla stessa lunghezza d’onda il sito web Vesti la Natura che in modo molto diretto denuncia la fast fashion odierna che rende l’industria tessile responsabile di un grande inquinamento che si posiziona al secondo posto solo dopo a quello petrolifero.

All’interno del portale si possono selezionare negozi online che percorrono la strada della sostenibilità e sono rispettosi di processi produttivi virtuosi. (www.vestilanatura.it)

Questi sono solo alcuni esempi di un mondo, quello del Vintage, che non è soltanto sinonimo di moda, di stile di vita ma anche di una consapevole e precisa scelta sostenibile.

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