Cartelloni pubblicitari, una soluzione ancora efficace?

Al giorno d'oggi conviene ancora investire nei cartelloni pubblicitari? Scopriamo insieme qual è la risposta per una tra le domande più gettonate nel mondo dell'advertising.
cartelloni-pubblicitari

Se leggi questa scritta, allora lo stanno facendo anche i tuoi potenziali clienti”. Ecco una frase che molti imprenditori, o aspiranti tali, sono sicuro abbiano incontrato molto spesso. Esatto, è proprio una delle scritte tipiche che caratterizzano i ben noti cartelloni pubblicitari, pilastri indiscussi della pubblicità OOH (Out of home)… ma oggigiorno, in un mondo sempre più digitale, è ancora consigliabile investire in questa forma di pubblicità?

La risposta breve, e sicuramente scontata, è: “Dipende”. Con questo articolo, tuttavia, cercheremo di analizzare più nel dettaglio pro e contro di questo particolare format della pubblicità esterna, evidenziando anche l’evoluzione che i classici “6×3” hanno intrapreso durante il loro arco vitale, dalla nascita a oggi, guardando anche al prossimo futuro.

Dagli Egizi alla Coca-Cola

Diciamolo chiaro: la pubblicità c’è sempre stata, fin dal momento in cui venne inventata la pittura, e ha sempre accompagnato l’umanità nel corso della sua storia, evolvendosi a sua volta. Addirittura, c’è chi fa affondare le sue radici nell’Antico Egitto, quando i faraoni commissionavano geroglifici appositamente per promuovere nel loro regno la propria grandezza ai sudditi. Le stesse piramidi erano un chiaro simbolo della loro magnificenza, realizzate per incantare chiunque anche da km e km di distanza… un perfetto esempio di OOH advertising!

Per il primo cartellone pubblicitario, tuttavia, c’è da attendere un bel po’. È il 1860, infatti, quando si comincia a parlare dei primi veri e propri cartelloni pubblicitari ed il 1889, invece, quando viene mostrato il primo poster di grandi dimensioni in occasione dell’esposizione universale di Parigi. Nasce in quel momento un nuovo format universale il cui potenziale venne non molti anni dopo sfruttato al massimo da una società che ancora oggi è attore principale nella storia dell’advertising: la Coca-Cola Company.

manifesto coca-cola
Una vecchia pubblicità stradale del 1943, ancora oggi presente a Minden, in Louisiana

Una pubblicità che si nota, ancora oggi

I cartelloni pubblicitari 6×3 sono ancora oggi presenti ovunque nel mondo. Dalla grande New York, fino agli angoli più remoti del globo, la pubblicità OOH resta non solo un must, ma anche un trend in ascesa e che continua a sperimentare per attrarre l’attenzione del pubblico.

Grandi brand, Netflix in primis, hanno scelto appositamente di deformare, reinventare e rendere addirittura interattivo il classico 6×3, scoprendo tutto il potenziale dell’OOH advertising. Basti pensare alla promozione riguardante l’italianissimo film del 2021 A Classic Horror Story, come ci mostra il video sottostante.

Come recenti studi negli U.S.A. confermano, inoltre, l’88% dei consumatori gradisce la presenza di cartelloni pubblicitari mentre è fuori casa, mentre il 58% ritiene che i messaggi contenuti nella pubblicità OOH siano più veritieri e credibili di quelli televisivi (55%) e dei social media (44%).

Concisi, accattivanti, divertenti… 3D!

Prendete Taffo, il quale reparto marketing è riuscito a far ridere e rendere spensierate le persone anche quando si sta trasmettendo un messaggio legato a delle onoranze funebri.

Prendete McDonald’s, che ha sempre saputo catturare l’attenzione del suo pubblico sfruttando i suoi colori accesi (giallo-rosso-bianco) e i suoi succulenti panini per stregare il pubblico in ogni suo cartellone pubblicitario.

Prendete infine House of Dragons, la nuova serie tv che narra la storia della casata Targaryen, la più amata del Trono di Spade, che ha sfruttato appieno il potenziale dei nuovi 3D Billboard, cartelloni pubblicitari digitali che simulano un effetto tridimensionale e che stanno spopolando da Occidente a Oriente e che sono, a oggi, i migliori esempi di DOOH (Digital Out Of Home advertising).

@analienyc

House of the Dragon 3D Billboard in Times Square NYC #HouseOfTheDragon #GameOfThrones #HBOmax #GOT #Targaryen #TimesSquareNYC #NewYorkCity #TimesSquare #NYC #Manhattan @timessquare.nyc @gameofthrones @hbomax @hbo

♬ Game of tones (cinematic orchestration) – GhostWithin

Cinque semplici regole

Sono essenzialmente quattro gli attributi chiave che dei buoni cartelloni pubblicitari classici, digitali o non, dovrebbero sfruttare per ottenere il massimo risultato.

La leggibilità: il vostro cartellone deve poter essere letto facilmente, soprattutto da chi è in auto e non vuole finirci dentro distraendosi troppo! La prospettiva è essenziale, così come il numero delle parole. Siate concisi, stringati e puliti. Bastano 5-7 parole, ma che siano quelle giuste.

Il potere di arresto: il vostro obiettivo è quello di catturare l’attenzione. Come farlo? Unite l’essere concisi a colori con un ottimo contrasto, immagini ben riconoscibili e layout pulito, senza troppi fronzoli. Il tempo che avete a disposizione è di circa 7 secondi… oltre questo, il vostro cliente è già passato oltre!

Il richiamo alla memoria: i vostri messaggi devono rimanere impressi e devono farlo in fretta e, in tale caso, l’audacia è un potente alleato. Non siate timidi, premete l’acceleratore sull’originalità e sull’innovazione. Ne sarete ripagati non appena il vostro pubblico vi incontrerà nuovamente e riconoscerà subito il vostro stile inconfondibile.

Il messaggio: dovete essere chiari e lampanti. Di cosa vi occupate? Cosa producete? Il trucco è esprimerlo in maniera chiara e semplice e, spesso, sbattere “in prima pagina” il vostro prodotto è la soluzione migliore.

Il luogo: ultimo, ma non per importanza, è sicuramente il posto dove il vostro cartellone dovrà essere esposto. Privilegiate ovviamente luoghi affollati, con un’alta densità di traffico (veicolare o pedonale). Un parcheggio può essere un’ottima idea, così come una strada ben nota per essere soggetta a ingorghi… e qui, potreste davvero giocare sull’attrattiva!

Una pubblicità che fa per tutti?

Sì e no, e il perché è presto detto. Oggi più che mai, la pubblicità Out Of Home è una pubblicità caratterizzata da costi non indifferenti che variano in base al luogo e alla posizione specifica del cartellone che vorreste prendere in affitto.

Tale “barriera all’entrata” può essere quindi un fattore decisionale importante che, tuttavia, non dovrebbe abbattervi troppo. Delle campagne mirate, infatti, di breve durata ma dall’alto potenziale d’impatto, sono in grado di ridurre al minimo la spesa da affrontare, che dovrebbe essere vista come un investimento utile. Per questo, prima di imbarcarsi in questa “avventura” è necessario discuterne approfonditamente con il proprio consulente o team di marketing. Devono essere verificati dati quali la demografia della zona, il profilo del cliente che si vuole “attaccare” e, come sopraccitato più volte, va studiata una grafica in grado di ottimizzare l’efficacia del vostro 6×3.

Da non sottovalutare, infine, è l’approccio omichannel, perché l’esperienza del consumatore non deve fermarsi alla vostra pubblicità OOH. Come avevamo già ribadito in questo articolo, questo approccio consente ai brand di migliorare il coinvolgimento dei propri clienti, aumentare le conversioni e incrementare la fedeltà.

Chi ha visto il mio cartellone pubblicitario?

Indubbiamente, questo è uno dei punti più complessi (ma non complicati) delle campagne OOH. Verificare quante persone siano riuscite a vedere, comprendere e reagire a uno dei vostri magnifici e accattivanti cartelloni pubblicitari è un qualcosa di non precisamente quantificabile… ma esistono dei “trucchi” che possono aiutarci anche in questo caso.

Il primo è quello di realizzare delle campagne mirate, proponendo offerte a tempo da mostrare unicamente su pubblicità piazzate in una determinata zona, come può essere una strada. Si tratta, questo, di un consiglio utile anche a verificare come una determinata area possa reagire al nostro brand, aiutandoci a sviluppare le successive campagne.

Il secondo, è quello di inserire elementi cross-mediali. Il più semplice? Un numero di telefono specifico, dedicato unicamente a quella campagna pubblicitaria. Ancora meglio, ma questo vale solo per il traffico “pedonale”, è inserire un QR code da inquadrare. In questo modo sarà facilissimo registrare il numero di persone che avranno avuto accesso al nostro sito mediate questo mezzo.

In linea ancora più generale, sarà sufficiente tenere traccia del numero dei visitatori del vostro sito prima e dopo l’affissione dei cartelloni pubblicitari.

B2B or not B2B? This is the question

Prima di lasciarci, è bene spendere due parole anche su una delle questioni più “scottanti” e care a una buona fetta di aziende e imprenditori.

Ognuno degli esempi fin qui indicati è ovviamente un esempio relativo a campagne dirette al consumatore finale. Nello sterminato mondo degli Out Of Home advertising, infatti, è indubbio che le campagne B2C la facciano da padrone.

Eppure, ciascun consiglio presente in questo articolo è facilmente adattabile a qualsivoglia campagna B2B che voi abbiate in mente di realizzare. Emozionalità, capacità di poter tracciare conversioni attraverso strumenti come QR code o campagne mirate in determinate zone specifiche, approcci omnichannel, sinteticità e chiarezza nei contenuti sono caratteristiche che la vostra pubblicità 6×3 dovrebbe seguire sempre e comunque, indipendentemente dalla tipologia del vostro pubblico di riferimento.

Un esempio? Prendete Shopify, le quali campagne OOH dei suoi cartelloni pubblicitari si rivolgono sempre a imprenditori e ad aziende… geniale, non trovate?

campagna ooh shopify
La campagna “Let’s Make You a Business” realizzata da Shopify

Vuoi mettere ordine al tuo marketing digitale?

Gli ultimi articoli
Strategia di marketing

Marketing b2b… la chiave è nelle emozioni

È molto comune parlare di emozioni quando si ha l’obiettivo di entrare in contatto con il consumatore finale.
Ma per quanto riguarda il marketing B2B, quanto sono importanti le emozioni nel processo decisionale d’acquisto? Può essere un elemento di differenziazione che crea valore per la vostra azienda?

Content Marketing

Comunicazione empatica: catturare l’attenzione attraverso il volto umano

Difficilmente un brand riesce a distinguersi soltanto con una comunicazione testuale o verbale: le aziende che riescono a rafforzare la propria brand image sono quelle in grado di toccare da vicino il rapporto con il cliente, cercando di instaurare un legame empatico, attraverso delle immagini specifiche. Quali? Te lo diciamo nell’articolo.

Vuoi ricevere gratuitamente le novità del nostro blog?

Iscriviti alla nostra newsletter gratuita

  • Questo campo serve per la convalida e dovrebbe essere lasciato inalterato.